Protestants dans la Ville

Page d'accueil    Liens    

 

Gilles Castelnau

Images et spiritualité

Libres opinions

Spiritualité

Dialogue interreligieux

Hébreu biblique

Généalogie

 

Claudine Castelnau

Nouvelles

Articles

Émissions de radio

Généalogie

 

Libéralisme théologique

Des pasteurs

Des laïcs

 

Roger Parmentier

Articles

La Bible « actualisée »

 

Réseau libéral anglophone

Renseignements

John S. Spong

 

JULIAN MELLADO

Textos en español

Textes en français

 

Giacomo Tessaro

Testi italiani

Textes en français

Giacomo Tessaro > Testi italiani



« La peste » di Albert Camus

 

 

Di Jean-Marie de Bourqueney

pastore della Chiesa Protestante Unita a Parigi-Batignolles.
Partecipa alla redazione e alla direzione di Évangile et Liberté.
Si interessa soprattutto di dialogo interreligioso e teologia del processo.

Traduzione di Giacomo Tessaro

 

17 agosto 2018

Come è successo a tutti, ho studiato alcune opere letterarie al liceo. Come succede a molti, credevo di non ricordarmene; ci voleva la teologia, in particolare un corso di “apologetica” (ovvero di dialogo con la cultura) del professor Laurent Gagnebin perché un libro resuscitasse nella mia memoria e continui ancora oggi a farsi vivo nella mia esistenza: “La peste” di Albert Camus, pubblicato nel 1947. Per varie ragioni il problema del male e del suo legame con l’esistenza di Dio è una cosa che mi ha sempre impegnato; di qui l’importanza, per me, di questo libro.

Ricordiamo l’intreccio: una città (Orano) deve affrontare un’epidemia di peste: la città viene isolata e questo stato di isolamento diviene teatro di tutti i comportamenti umani, dall’altruismo dell’eroe, il dottor Rieux, alla gioia sadica di un profittatore, passando per la vigliaccheria di chi vuole fuggire: una commedia umana molto prossima alla verità. Ma un uomo in particolare mi ha scosso: padre Paneloux. Di fronte al flagello della peste pronuncia una prima omelia sul tema: è una punizione inviata da Dio, meritata da parte nostra… Una teologia della retribuzione degna del peggior cristianesimo, secondo la quale Dio ci metterebbe alla prova. L’autore, del resto, si ispirò a omelie che aveva ascoltato realmente! Ma ecco che, qualche pagina più avanti, una vittima muore tra le braccia del prete: un bambino! Di fronte a un tale orrore, si possono ancora dire delle cose del genere? Forse che Dio l’ha “chiamato a sé”, come dice quell’orribile espressione? Crisi di coscienza, crisi di fede: ecco allora che pronuncia una seconda omelia, e il tono cambia completamente: ormai padre Paneloux non cerca né spiegazioni, né giustificazioni; di fronte a quella realtà tragica, esorta a occuparsi degli altri. Che rivolgimento!

Ma questo libro si nutre anche del suo contesto, della peste nazista che ha contaminato l’Europa e il mondo. Scrisse Albert Camus a Roland Barthes, che evidentemente non aveva afferrato questo doppio senso: “’La peste’, che ho voluto si leggesse a differenti livelli, ha comunque come contenuto evidente la lotta della Resistenza europea contro il nazismo”.

In mezzo al male, sorgono la compassione… e l’azione!


Retour vers Giacomo Tessaro

 

haut de la page

 

 

Les internautes qui souhaitent être directement informés des nouveautés publiées sur ce site
peuvent envoyer un e-mail à l'adresse que voici : Gilles Castelnau
Ils recevront alors, deux fois par mois, le lien « nouveautés »
Ce service est gratuit. Les adresses e-mail ne seront jamais communiquées à quiconque.