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Editoriale
dicembre 2018

 

Abigaïl Bassac

Abigaïl Bassac ha conseguito un master alla Scuola Pratica di Alti Studi (sezione di scienze religiose) e ne sta conseguendo un altro in teologia a Ginevra. Lavora come assistente all’Istituto Protestante di Teologia (facoltà di Parigi) e caporedattrice di Évangile et Liberté.

 


Traduzione di Giacomo Tessaro

 

Abigaïl Bassac ha conseguito un master alla Scuola Pratica di Alti Studi (sezione di scienze religiose) e ne sta conseguendo un altro in teologia a Ginevra. Lavora come assistente all’Istituto Protestante di Teologia (facoltà di Parigi) e caporedattrice di Évangile et Liberté.


3 giugno 2019

“Vieni, redentore dei pagani, mostrati, divin bambino, che l’Universo si meravigli della tua discesa nella carne” recita un inno del periodo di Avvento. Il divin bambino, il redentore dei pagani, è evidentemente Gesù, e l’Universo dovrebbe meravigliarsi che Dio sia disceso nella carne di un essere umano. Ma forse queste parole esprimono una verità che va al di là del bambino Gesù. Cosa significa essere “il redentore dei pagani”? I pagani siamo noi, per come ci comportiamo in tutta la nostra vita. Abbiamo degli idoli, delle superstizioni, e colui che ci salva da tutto questo è colui che ci fa volgere di nuovo verso l’Eterno, verso il Dio vivente. E Gesù non è il solo a farlo: credo che tutti i neonati abbiano la capacità di spingerci alla vita, alla vita pienamente vissuta, vissuta intensamente.

E questo stupore dell’Universo di fronte alla discesa nella carne di un divin bambino? Un’affermazione mitologica priva di senso? Certamente no. “Meravigliarsi” (“étonner”) in francese ha due significati: “sorprendersi per qualcosa di straordinario”, oppure anche “praticare fori o fessure”. Ebbene, cosa c’è di più sorprendente dell’incontro con un nuovo essere umano? Cosa apre fessure nell’identità comoda che ci siamo costruiti meglio dell’alterità, della fragilità, del desiderio imperioso di vivere, della dipendenza totale dagli altri che ha un neonato? Osservate l’atteggiamento di certe persone di fronte a un bebè che non conoscono: vedrete sguardi affascinati, sguardi di meraviglia di fronte alla vita, sguardi che sono altrettante lodi all’Eterno. Hannah Arendt aveva ragione quando diceva che la natalità è il miracolo che salva il mondo, e che l’espressione biblica “un bambino ci è nato” è espressione di speranza e fede nel mondo. Allora vieni, redentore dei pagani.




 

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