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Selvaggi che non sanno di esserlo

 

Jean-François Blancheton

 

 


pastore della Chiesa Protestante Unita di Francia.

 


Traduzione di Giacomo Tessaro


15 marzo 2019

Alla vigilia del centenario della pace [dopo la Prima Guerra Mondiale] ecco un episodio di vita da cui possiamo imparare molto, raccontatomi qualche anno fa da un amico, il cui fratello era missionario in Africa. Do a lui la parola.

“Un giovane Africano è venuto a passare qualche giorno in Francia. È la prima volta che visita il ‘Paese dei diritti dell’uomo’. Vuole scoprire il maggior numero di cose nell’arco di una settimana, andare nelle città e nei paesini. Nella testa ha tante immagini della Francia, tante cose sentite dai suoi compatrioti che hanno avuto l’occasione di visitarla, e vuole farsene un’opinione personale. Strade, edifici, piazze, tutto lo interessa: il comportamento della gente nelle città, la fretta di alcuni, ancora e ancora. Dopo la città, i paesi. Si impone uno stile da vagabondi e facciamo dei begli incontri con degli agricoltori che vantano la bellezza del loro mestiere, con ricchezza di dettagli e senza dissimularne la faticosità. L’Africano parla di sé e del suo villaggio, del coltivare una terra ingrata, dello scavo dei pozzi, della gioia del raccolto. Ci tiene anche molto a visitare le chiese: e in quei luoghi la priorità è la preghiera, prima del turismo.

“Eccoci infine sulla piazza di un borgo di un centinaio di abitanti. Il giovane rimane affascinato dall’imponente monumento ai caduti, in cima al quale c’è una madre che sostiene il figlio che sta per spirare. Si legge tutta la lunga lista di nomi alla base del monumento, poi si volta verso di me, molto incuriosito: ‘Ma tutti questi nomi cosa sono?’. Gli rispondo che si tratta degli uomini del paese morti nelle guerre; lui mi guarda e lascia cadere una frase che mi lascia senza fiato: ‘Ma allora siete dei selvaggi!’”.

Dietro l’indignazione nel vedere le vite troncate di tante persone in conflitti omicidi, c’è forse la rivincita dell’Africano i cui antenati sono stati tante volte gratificati dell’epiteto di “selvaggi” da parte degli Europei, quegli stessi Europei che affermavano di portare in Africa la civiltà che loro stessi rovinavano con le loro guerre fratricide.


 


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