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Avete detto « idoli » ?

 

Di Gilles Castelnau

Gilles Castelnau è stato pastore riformato ad Amsterdam e nella regione parigina.
Si interessa da sempre alla presenza dell'Evangelo ai margini della Chiesa.
Da 17 anni è animatore del sito Protestants dans la Ville (protestantsdanslaville.org ),
dedicato, come dice il nome, al grande pubblico.

 

Tratto da Évangile et Liberté, maggio 2015

 

Traduzione di Giacomo Tessaro

 

Cos'è un idolo? Cos'è la verità? Di quale Dio stiamo parlando? Un fraterno scambio interreligioso su tali questioni dev'essere possibile e fruttuoso, sostiene Gilles Castelnau.

 

9 settembre 2015

I jihadisti dello Stato islamico ritengono che una moschea costruita attorno a una tomba non costituisca un luogo di pietà ma di idolatria, e che debba quindi essere distrutta. Noi stessi diamo talvolta patenti di idolatria a chi prega (di fronte a) una statua o venera un'ostia consacrata.

L'idolo è il Dio degli altri. Spesso infatti si scrive “dio”, con la minuscola, per mostrare che non è il vero Dio. Ma sarebbe pretenzioso affermare che il nostro Dio è l'unico vero e che tutto ciò che affermiamo corrisponde a una realtà immutabile, inscritta nei cieli, mentre gli altri dèi (con la minuscola) non sono che idoli. In effetti, è difficile ammettere che un angelo abbia soffiato nelle orecchie degli evangelisti la Parola di Dio che essi dovevano scrivere, come ha raffigurato così bene Rembrandt. Non crediamo neppure che Allah abbia dettato il Corano a Maometto.

Non sbatteremo in faccia agli altri l'argomento decisivo, ovvero i racconti della nascita miracolosa di Gesù, l'arrivo dei Magi a seguito della stella, gli angeli che annunciano la nascita ai pastori. Non sorrideremo di fronte ai racconti della nascita miracolosa del Buddha, che sua madre mise al mondo in piedi, afferrandosi con la mano destra al ramo di un albero, mentre gli dèi (con la minuscola?) Brahma e Indra facevano uscire il neonato dal suo fianco senza che ella provasse dolore. Non rifiuteremo il viaggio notturno di Maometto, che salì di cielo in cielo assieme all'angelo Jibril. È più naturale pensare che questi testi sacri siano emanazione di uomini sensibili alla Presenza divina, di cui hanno cercato di rendere conto nella lingua e secondo le idee della loro epoca. È l'uomo infatti a creare il suo Dio a sua immagine.

Dimmi qual è il Dio del tuo cuore e saprò quali sono i tuoi valori. Dimmi quali sono il tuo carattere e il tuo ideale, capirò qual è il tuo Dio e non lo considererò un idolo. Allora potremo davvero discutere di tali argomenti, forse anche in modo fraterno.

 

 

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