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Una pesca sorprendente


Luca 5:1-11

 

Di Henri Persoz


 

Évangile et liberté
mars 2015

 

Questa pesca cosiddetta “miracolosa” non ha niente di miracoloso :
in quel lago i pesci vivono in banchi serrati.
Ma allora, qual è l'interesse del racconto?


Traduzione di Giacomo Tessaro

 

9 maggio 2015

Una folla di uomini e di donne accattivati dalla Parola di Dio dispensata da Gesù e una folla di pesci catturati da alcuni pescatori. In precedenza non avevano preso nulla, ma Gesù ha detto loro di gettare di nuovo le loro reti, ed ecco che prendono fin troppo pesce. Gesù si sposta dalla folla alle reti che si rompono; accattiva e cattura, mostrando così che la Parola proclamata può attirare gli uomini nelle reti di Dio.

Pietro si sente in colpa per avere preso tanto pesce. È spaventato dalla pesca sovrabbondante. Non è stato attento: in un primo tempo ha voluto raccogliere il più possibile e in seguito si è reso conto che l'abbondanza non serviva a niente e rischiava anzi di inghiottirlo assieme ai suoi compagni. L'abbondanza, in sé, non è un fine.

Alla fine del racconto Gesù dice a Pietro: “Non avere timore, d'ora in poi sono gli uomini che dovrai prendere vivi”. Analogia tra i pesci presi nelle reti e gli uomini presi nella Parola di Dio.

Perché questo “Non avere timore” rivolto a Pietro? Gesù vuole forse dire che la nuova missione di Pietro non rischierà la sovrabbondanza di persone prese nelle reti della Parola? È vero che nella nostra epoca molte chiese e templi sono abbastanza vuoti quando viene annunciata la Parola di Dio. Noi non temiamo più la sovrabbondanza di cristiani presi nelle reti di Dio.

I vangeli però sono testimoni di un'altra atmosfera e ci mostrano al contrario un Gesù che attira le folle, fino al punto che spesso, come nel nostro racconto, deve prendere il largo rifugiandosi su una barca. Nell'episodio della “moltiplicazione dei pani” troviamo 5.000 uomini che ascoltano Gesù, senza contare le donne e i bambini!

L'espressione “Parola di Dio” è abbastanza rara nei vangeli e il nostro racconto è l'unico nel quale viene nominata e insegnata da Gesù stesso. In tutto l'Antico Testamento e anche nel Nuovo i credenti vengono invitati ad ascoltare la Parola di Dio e a metterla in pratica. Esercizio difficile, che richiede molti sforzi, un'attenzione costante e molta buona volontà.

Nel nostro racconto, al contrario, Luca paragona i pesci presi nelle reti alla folla presa dalla Parola di Dio. Vengono presi tutti vivi. La parola è irresistibile, afferra la folla sul vivo, come i pesci nelle loro reti. Ci piacerebbe sapere cosa ha detto Gesù di così accattivante e ammaliante, ma lo sappiamo in realtà bene perché abbiamo la testimonianza dei vangeli: Dio lo si incontra nella solidarietà con chi soffre. Quello che Luca scrive subito prima e subito dopo questo racconto conferma le ragioni del successo della parola di Gesù tra i malati che egli guariva e gli affaticati che rimetteva in piedi dando loro il coraggio di ripartire. Vediamo per esempio qualche versetto dopo l'episodio della pesca : “Al tramontar del sole, tutti quelli che avevano dei sofferenti di varie malattie, li conducevano a lui; ed egli li guariva, imponendo le mani a ciascuno”. Una parola che è accattivante perché è accompagnata da gesti concreti che rimettono sul cammino.

La Parola di Dio che Gesù annuncia si trova concentrata in quel grande discorso chiamato Sermone sul monte, che segue immediatamente il racconto della pesca sorprendente. Si tratta di amare non soltanto gli amici ma anche i nemici, senza aspettarsi nulla in cambio salvo divenire figli dell'Altissimo.

Parola utopica, parola sorprendente, che reclama una giustizia al di sopra delle leggi ordinarie, che vuole condurci verso un mondo migliore. Non aspettatevi nulla in cambio di quello che date; sarete semplicemente figli dell'Altissimo, figli di quel Dio la cui bontà è universale perché arriva fino ai malvagi e agli ingrati. Vi farò pescatori di uomini, dice Gesù negli altri vangeli, capaci di accattivare gli uomini, se apparterrete a quel Dio la cui bontà non ha limiti.

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