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Gesù è Dio?

Una sorta di aquila a due teste?

 

 

Di Michel Leconte

Article paru dans Évangile et liberté

Traduzione di Giacomo Tessaro

 

26 marzo 2015

Questa domanda sottintende spesso che chi la pone pretende di sapere meglio chi sia Dio piuttosto che chi sia l'uomo Gesù, mentre tutto il significato dell'uomo Gesù sta precisamente nel fatto che egli ci rivela chi è Dio. Costoro fanno uso di un concetto extra-cristiano di Dio e si chiedono poi se sia applicabile a Gesù. Ma non è così che si presentano le cose.

Gesù è definito, nel suo essere umano, per la sua relazione con il Padre; l'esistenza di Gesù, nella sua realtà profonda, è costituita dal suo legame personale con il Padre. La nostra relazione di creature di fronte a Dio è anch'essa essenziale alla nostra condizione umana, ma non definisce la nostra natura nella sua umanità in quanto tale. In Gesù, le cose vanno diversamente. Da una parte, Dio non può essere “definito” che a partire dai termini di Gesù di Nazareth; dall'altra, Gesù non può essere “definito” come uomo, nella pienezza della sua umanità, che nei termini della sua relazione unica con Dio, il Padre. In questo modo Dio è parte integrante della definizione dell'uomo Gesù, che dice chi è e che cosa è. Al di fuori di Gesù non esiste nessun essere umano, nessun profeta, la cui umanità sia determinata, interiormente ed essenzialmente, dalla sua relazione di persona con Dio, il Padre.

Nella sua condizione umana Gesù è la rivelazione decisiva e definitiva di Dio stesso, e nello stesso tempo mostra a noi uomini chi dobbiamo finalmente essere e come arrivare a esserlo. In lui, Dio si rivela salvezza per gli uomini, perché la salvezza dell'uomo è in Dio; nella felicità, nella liberazione e nella salvezza degli uomini sta l'onore stesso di Dio. Nell'uomo Gesù la rivelazione del divino e la manifestazione dell'essere umano vero, felice e buono – le possibilità più alte della condizione umana – coincidono perfettamente. L'affermazione: Gesù “è” Dio non implica affatto un rapporto d'identità tra i due termini – Dio non è Gesù – bensì un rapporto di unione relazionale che forma l'unità della persona umana di Gesù con Dio. “Io e il Padre siamo uno; io sono nel Padre e il Padre è in me” ci dice il Gesù di Giovanni. In altri termini, Dio è intimamente legato alla persona di Gesù perché unito in modo relazionale all'essere uomo di Gesù senza mischiarsi né confondersi, senza divisione né separazione, come afferma la formula di Calcedonia dell'anno 451. Si tratta di una unità nella differenza.

Cristo non è “un'aquila a due teste”!

       
      
     

 

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