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Benjamin Limonet

Benjamin Limonet studia all’Istituto Protestante di Teologia (facoltà di Parigi).
Dopo essersi laureato in storia ha lavorato per l’amministrazione pubblica,
al servizio delle associazioni e dei musei di Parigi.
È impegnato in varie attività catechetiche, prima alla Chiesa Protestante Unita di Batignolles,
poi all’Oratoire du Louvre di Parigi.

 

 

Traduzione di Giacomo Tessaro

 

2 aprile 2021

Il passo biblico è tratto dalla versione Nuova Riveduta.

L’assembramento di molte centinaia di persone nella periferia di Parigi lo scorso novembre, in occasione di una festa, mi ha fatto riflettere sulla superficialità di certe vite. Certo, dobbiamo vigilare sulle nostre libertà fondamentali, che possono essere sempre minacciate da uno stato d’urgenza (anche se indetto per motivi sanitari), eppure rimango basito da quante persone non abbiano potuto resistere al richiamo di una serata, in pieno lockdown, come se fosse qualcosa di imprescindibile.

Dobbiamo considerare, senza dubbio, i meccanismi di difesa che scattano in noi esseri umani. Il bisogno di affermare la superiorità della vita di fronte alla morte può giustificare la contravvenzione alle severe raccomandazioni sanitarie? Io non credo che i comportamenti osservabili qui e là siano sempre dovuti all’istinto vitale. Questo terribile anno 2020 ha messo a dura prova i corpi e i cuori. Ciascuno di noi ha fatto appello alle sue risorse, ha chiesto aiuto o è affondato. Forse non tutti siamo riusciti ad adattarci, qualcuno di noi sarà rimasto sconfitto.

Vedere gente che si assembra per infrangere delle regole la cui futura abolizione dipende appunto dalla loro unanime osservanza dà effettivamente sui nervi. Mi sono messo allora a rileggere il libro di Qohelet come non l’avevo mai letto. Non so dire se sono saggio, ma ho provato la medesima amarezza di fronte alla futilità, non solo quella delle vite degli altri (troppo facile constatarlo), ma anche l’amarezza cui conduce l’osservazione implacabile e lucida di ogni vita, quindi compresa la mia. Nessuna strategia di evitamento è valida: “i giusti e i saggi e le loro opere sono nelle mani di Dio” (Ecclesiaste 9:1), ci ricorda l’autore prima di invitarci risolutamente a gioire della vita come di un dono di Dio. Va’! Smettila di inveire contro chi ti disturba, e cerca di vivere da essere responsabile di fronte al tuo Dio: è un compito che ci occuperà già molto, senza bisogno d’altro.

 



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