Protestants dans la Ville

Page d'accueil    Liens    

 

Gilles Castelnau

Images et spiritualité

Libres opinions

Spiritualité

Dialogue interreligieux

Hébreu biblique

Généalogie

 

Claudine Castelnau

Nouvelles

Articles

Émissions de radio

Généalogie

 

Libéralisme théologique

Des pasteurs

Des laïcs

 

Roger Parmentier

Articles

La Bible « actualisée »

 

Réseau libéral anglophone

Renseignements

John S. Spong

 

JULIAN MELLADO

Textos en español

Textes en français

 

Giacomo Tessaro

Testi italiani

Textes en français

Giacomo Tessaro > Testi italiani


 

 

Parola ebraica :

Liberare la creazione


 

rabbino Haim Fabrizio Cipriani

autore di numerose opere sull’ebraismo,
rabbino della comunità ULIF (Unione Israelita Liberale di Francia) di Marsiglia,
della comunità italiana Etz Haim
e Visiting Rabbi presso le comunità Kehilat Kedem di Montpellier
e AJTM (Alleanza per un Giudaismo Tradizionale e Moderno) di Parigi


Traduzione di Giacomo Tessaro

 

2 gennaio 2020

Come tutti sanno, Pesah celebra la liberazione del popolo ebreo dalla schiavitù egiziana e afferma che, oltre al potere di chi detiene il potere di servirsene per schiacciare il prossimo e ridurre la sua libertà e la sua dignità, esistono altre dinamiche, inscritte nel cosmo, le quali affermano la necessità di fermare la tendenza a compiere abusi.

Lo Shabbat celebra, da una parte, la cessazione della creazione divina (Esodo 20:8-10), ma anche l’uscita dall’Egitto (Deuteronomio 5:15), e questo dimostra l’esistenza di un legame profondo tra le due dimensioni. Lo Shabbat costituisce il segno di ciò che il potere è nel profondo: solamente la capacità di limitare il proprio potere e di non imporlo più alla Creazione dimostra l’assoluta padronanza della sua potenza, ed è proprio questo aspetto che molto spesso manca all’essere umano. Lo Shabbat umano celebra dunque la necessità di coltivare e ricostruire questa facoltà, questa dimensione per la quale il resto della Creazione può essere lasciato vivere liberamente, alla stregua del creatore, che a un momento dato ha deciso di lasciare in libertà la Creazione. Di conseguenza non è corretto dire che a Shabbat nulla è stato creato, poiché la Torah dice esplicitamente che la Creazione si svolge in sette fasi, non in sei: “E al settimo giorno Elohim completa l’opera che ha realizzato” (Genesi 2:2). Ciò che è stato creato il settimo giorno è proprio lo Shabbat, letteralmente “cessazione”, vale a dire “abbandono”, attraverso la Trascendenza, dell’esercizio della nostra posizione di padroni, cessazione da cui nasce la facoltà della Creazione di essere autonoma.

È molto difficile per noi esseri umani non esercitare quel minuscolo potere che abbiamo, o che crediamo di avere, sulle cose e sulle persone. Riconoscere che il mondo sa vivere senza il nostro intervento diretto, imparare a contemplarlo e smettere di cercare di dominarlo costi quel che costi, è il centro dell’esperienza sabbatica e uno degli esercizi di più alta spiritualità proposti dall’ebraismo.



Retour vers Giacomo Tessaro

 

haut de la page

 

 

Les internautes qui souhaitent être directement informés des nouveautés publiées sur ce site
peuvent envoyer un e-mail à l'adresse que voici : Gilles Castelnau
Ils recevront alors, deux fois par mois, le lien « nouveautés »
Ce service est gratuit. Les adresses e-mail ne seront jamais communiquées à quiconque.