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Editoriale aprile 2018

 

 

Di Abigaïl Bassac



Abigaïl Bassac ha conseguito un master alla Scuola Pratica di Alti Studi (sezione di scienze religiose)
e ne sta conseguendo un altro in teologia a Ginevra.
Lavora come assistente all’Istituto Protestante di Teologia (facoltà di Parigi)
e caporedattrice aggiunta di Évangile et Liberté

 

Traduzione di Giacomo Tessaro

 

21 julio 2018

Anche noi siamo stati crocifissi! Certo, niente di spettacolare, non eravamo su una croce, nel primo secolo, in Giudea. Non eravamo esposti alla vista di centinaia di passanti. Non siamo morti nel vero senso della parola, ma siamo stati comunque crocifissi, da discorsi di morte, dal rifiuto, dall’indifferenza, dal tradimento, dalla menzogna, dall’ingiustizia, dall’incomprensione, dalla violenza fisica, dalla reificazione, dallo sradicamento, dalla solitudine e da molte altre sofferenze ancora. Sì, siamo stati crocifissi, e forse non avevamo nessuno che si prendesse cura di noi ai piedi della nostra croce; allora abbiamo avvertito l’assurdo, il nonsenso: il nostro Venerdì Santo. Poi è venuto il nostro sabato di vuoto. Quanto è durato? Qualche ora, qualche giorno? Mesi o anche anni, per chi tra noi ha conosciuto le prove più dure. Sì, siamo stati crocifissi… ma… ma la storia, la nostra storia, non finisce con questo sabato. La morte non avrà l’ultima parola: anche noi saremo resuscitati. Quando udiremo una parola di vita della quale ci fideremo, in cui avremo fede, allora saremo resuscitati. Quando smetteremo di lottare per sfuggire alla morte e ci abbandoneremo tra le mani della vita, allora saremo resuscitati. Quando, infine, crederemo alla promessa che ci è stata fatta e che i testi biblici tentano di comunicare, quando qualcuno ce l’avrà predicata (un pastore dal pulpito o un amico attorno al tavolo della cena), allora saremo resuscitati. E verrà domenica, verrà di nuovo la primavera, la vita ritroverà sapore, senso, calore, i giorni saranno più lunghi di tutte le nostre notti. Saremo resuscitati e vivremo per quello a cui siamo chiamati: la gioia e la vita.


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