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Il Dio creatore: una lenta complessificazione

 

 

 

Di Louis Pernot


pastore della Chiesa protestante unita di Francia a Parigi
e insegna all’Istituto Protestante di Teologia nella medesima città

 

Traduzione di Giacomo Tessaro

30 maggio 2018

Una volta superata la fase della fede infantile in un Dio che crea il mondo in sette giorni e quella, un poco più evoluta, in un Dio che sta di fronte al mondo come un artigiano sta di fronte alla sua opera, il concetto di un Dio creatore non è facile da concepire.

A prima vista si può avere l’impressione di un bivio: o si crede in un Dio che può agire direttamente sul mondo e che può fare ogni sorta di miracolo più o meno inverosimile, o si crede in un Dio confinato nella sfera spirituale, privo della possibilità di agire direttamente sulla materia: è la posizione di chi vuole separare scienza e fede e pretende che siano due campi del tutto distinti.

Ma non dobbiamo per forza scegliere tra un Dio onnipotente e un Dio del tutto assente dal mondo materiale: si può per esempio dire che l’Universo diventa sempre più complesso. Molti scienziati affermano che, oltre a essere soggetto alle leggi fisiche, l’Universo possiede la tendenza alla complessificazione, fenomeno che può essere chiamato “Dio”.

Sappiamo che le leggi fisiche non sono deterministe: in ogni evento fisico c’è una parte di indeterminazione. Normalmente, tali indeterminazioni dovrebbero risolversi casualmente, una volta in un senso, una volta in un altro, ma si è osservato che, nel lungo periodo, le indeterminazioni fisiche si risolvono in un direzione abbastanza costante, che conduce l’Universo alla nascita della vita, dell’intelligenza e della coscienza riflessiva.

L’Universo è come soggetto a una sorta di dinamismo creatore che lo spinge senza sosta a un maggiore essere, nel rispetto assoluto di tutte le leggi fisiche. È così che può essere pensato il Dio creatore. Se la sua azione è lentissima per il mondo materiale, tale potenza creatrice può avere un effetto considerevole su ciascuno di noi, che la può avvertire attraverso l’intelligenza e la sensibilità (è il sentimento religioso) e lasciarsi trasformare da essa, grazie al fatto che noi esseri umani siamo uno dei sistemi meno determinati dell’Universo materiale.


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