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Il Padre Nostro
una preghiera ebraica

 

 

Di Michel Barlow


Michel Barlow saggista, romanziere, teologo e docente universitario emerito di lettere e scienze dell’educazione. Collabora regolarmente alla rivista cattolica contestataria Golias Hebdo e ad Évangile et Liberté

 

Traduzione di Giacomo Tessaro

16 maggio 2018

È davvero un peccato che molti cristiani ignorino o vogliano ignorare i tesori della pietà ebraica del tempo di Gesù! Alla sua luce, appare chiaro come Gesù non abbia inventato di sana pianta il Padre Nostro. Lo conferma il contesto culturale del testo, o per meglio dire il radicamento culturale della preghiera di Gesù: il pio ebreo Gesù si rivolge ai pii ebrei che costituivano la maggior parte dei suoi discepoli. Non si può ignorare come il Padre Nostro prenda in prestito alcune formule dalla preghiera del kaddish, che scandiva l’ufficio sinagogale: “Che il tuo Santo Nome sia magnificato e glorificato!” dice il kaddish, e questo corrisponde a “sia santificato il tuo nome”; “… nel mondo che egli ha creato secondo la sua volontà” diviene “Sia fatta la tua volontà”; “Che egli stabilisca il suo regno durante la vostra vita e i vostri giorni e durante la vita di tutta la casa d’Israele, presto e ai nostri giorni” diviene “Venga il tuo regno, così in cielo come in terra”.

Come potete vedere, il Padre Nostro ricorda in maniera sorprendente il kaddish, ma ci sono anche delle importanti differenze: quest’ultimo non si rivolge direttamente a Dio, non è una preghiera in senso stretto ma un insieme di auspici impersonali: ci si augura che Dio stabilisca il suo regno, ma chi magnificherà e glorificherà il suo nome? Gesù fa di tali auspici una preghiera a Dio, ed è senza dubbio questo che insegna ai suoi discepoli: utilizzare le formule rituali per personalizzare e fare propria la preghiera!

Avrete anche notato come alla preghiera del kaddish manchino le prime due parole della preghiera cristiana, così essenziali: Padre Nostro. Certamente l’idea della paternità di Dio non è estranea alla tradizione ebraica, ma essa si esplica perlopiù in metafora: “Dio è il Padre d’Israele”. Gesù insegna ai suoi discepoli a viverla esistenzialmente, a vivere realmente da figli di Dio e a esprimerlo con tutto il cuore!


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