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Dio creatore

 

 

Di James Woody

James Woody è pastore della Chiesa Protestante Unita di Francia a Montpellier
e presidente di Évangile et Liberté, l’associazione del protestantesimo liberale

 

Traduzione di Giacomo Tessaro

29 settembre 2017

Dal caos della storia possiamo trarre delle lezioni e creare un mondo più vivibile; a dispetto dell’oscurantismo, possiamo far scaturire i Lumi.

Sono entusiasta nel constatare che in molte situazioni in cui pensiamo di essere arrivati al limite delle nostre capacità, può sgorgare un nuovo slancio, che va molto al di là delle nostre speranze. Il termine “Dio creatore” designa allora ciò che fa ripartire la storia, che dona nuove possibilità in quello che sembrava un vicolo cieco. Dio, descritto fin dalle prime pagine della Bibbia come Colui che dà senso a ciò che non ha capo né coda, ci attira verso nuovi orizzonti, verso nuove sfide da cogliere, ci apre gli occhi sui talenti che abbiamo molte volte nascosto per paura di perderli e che sarebbe più interessante mettere a frutto.

Dio è creatore perché suscita nuove relazioni, nuove connessioni che riconfigurano il nostro universo personale e, passo dopo passo, il mondo intero. Quando leggo i testi biblici non sono incline a pensare a Dio come un personaggio sovrannaturale, con un obiettivo preciso e un progetto particolare per ciascuno di noi: il termine “Dio” designa piuttosto ciò che permette di mettere in funzione le risorse, le facoltà, le potenzialità delle persone, che crea delle interazioni che danno respiro ai nostri progetti, a ciò che realizziamo. Contrariamente alla traduzione abituale di Genesi 1, secondo la quale Dio vide che le varie tappe della creazione erano “buone” (definizione che sembra implicare un giudizio morale), mi sembra preferibile dire che la creazione di Dio è “vivibile” e che non è “vivibile” che l’uomo sia solo. Dio è il creatore delle condizioni che ci permettono di assumerci pienamente le nostre responsabilità o, per dirla in altri termini, è divino ciò che ci permette di umanizzare il nostro mondo.


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