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Tribuna libera

Viva Mammona !

 

 

Di Stéphane Lavignotte

pastore della Missione Popolare Evangelica a Gennevilliers, nella regione parigina, ed ecologista militante.

 

 

Traduzione di Giacomo Tessaro

7 aprile 2017

Una catena di grandi magazzini d’abbigliamento ha deciso di commercializzare dei vestiti di stile islamico (veli e tuniche lunghe), provocando delle polemiche: il mondo della moda è forse pronto a partecipare alla sottomissione della donna in nome del profitto? E se, al contrario, dovremmo gridare (a costo di bestemmiare) “Viva Mammona!”?

Le correnti moraliste e integraliste di tutte le religioni hanno un punto in comune: vogliono isolarsi dal mondo, creare una società di “puri” in cui reprimere il desiderio. Le donne sono le prime vittime. Talvolta il velo ha lo scopo di non far nascere il desiderio negli uomini, di nascondere le donne dietro i loro vestiti.

Tuttavia, chi come me abita e lavora in una città che ospita un grande numero di musulmani e musulmane, non può non constatare come il modo di portare il velo spesso sia lungi dal nascondere la donna; è facile vedere delle giovani con il viso truccato con cura e messo in evidenza dal velo, che pure nasconde la sensualità del capelli. Gli abiti sono alla moda, non di rado attillati.

Che ne è della repressione del desiderio quando ci si preoccupa della propria bellezza? Che ne è dell’isolamento dal mondo quando si cerca di essere alla moda? Che ne è della sottomissione all’uomo quando è la donna a decidere il suo aspetto? Certamente tutto questo non sparisce per magia, ma qualcosa succede.

Tutto questo non vi ricorda qualcosa? Raramente Gesù critica in modo diretto i ragionamenti conservatori dei suoi contraddittori ma risponde con dei paradossi, spinge i loro ragionamenti fino all’assurdo, fino alla paralisi, fino a rovesciare i loro riti. Creare cortocircuiti, contraddizioni, ossimori (una moda islamica, un desiderio halal, un sabato per l’uomo e non un uomo per il sabato, un messia crocifisso) non distrugge le oppressioni in cui viviamo; non è forse un’illusione credere che la Liberazione sia di questo mondo? Ma qualcosa succede: si rompono gli schemi e ci si trova obbligati a inventare qualcos’altro. Un “qualcos’altro” che forse permetterà – come diceva Michel Foucault - “di essere meno governati”. Facciamo esplodere allora le contraddizioni, come quella di mettere d’accordo le prescrizioni conservatrici sull’abbigliamento con quella macchina del desiderio che è la moda. Dio benedica il Mammona


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