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Chiese cristiane e omosessualità...


 

Di Michel Leconte

Michel Leconte, nato nell’aprile del 1949, si è diplomato alla Scuola di Psicologia Pratica in psicopatologia clinica.
Di formazione psicanalitica, ha esercitato la professione nella Marina francese.
Di origine cattolica, nel 1989 è entrato a far parte della Chiesa Riformata di Francia e della sua corrente liberale

 

 

Traduzione di Giacomo Tessaro

26 marzo 2017

I discorsi del magistero romano e quelli di altre Chiese, soprattutto quelle “evangelicali”, a proposito degli omosessuali sono discorsi fondamentalmente oppressivi, che da secoli contribuiscono alla loro emarginazione sociale, al loro sentimento di indegnità, al loro stigma. Così facendo, tali rappresentanti gerarchici della Chiesa si dimostrano assolutamente infedeli alle parole e agli atti di Gesù nei confronti di coloro che, al suo tempo, venivano chiamati “poveri”.

Quando, in un ambiente sociale dove viene emarginato, un essere viene distolto dal disprezzo di se stesso, in quel momento gli si rende la sua dignità di uomo o di donna, la sua dignità di figlio o figlia di Dio. Quando questa persona incontra qualcuno come Gesù, che la accoglie con bontà, che mangia alla sua stessa tavola, in quel momento è liberata dal disprezzo verso se stessa, conseguenza del rifiuto da parte del suo ambiente. Alla fine si sente accettata e ritrova la gioia di vivere. È così che Gesù ha liberato e fatto fiorire quelle persone, che poi diventavano in grado di distanziarsi dai valori della società che le aveva emarginate e di emanciparsi da quella società.

Cristo ci dà la forza di resistere e opporci a qualsiasi sistema oppressivo, di liberarcene. Il suo Dio è fondamentalmente un Dio liberatore. Non c’è da stupirsi che sia stato proclamato risuscitato… Dio l’ha resuscitato!

Il magistero romano e le Chiese conservatrici rinunceranno mai alle loro certezze di altri tempi e dalla loro lettura fondamentalista delle Scritture? Si convertiranno mai alla parola di Cristo?


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