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La profezia si adempie oggi


Guy de Lachaux

sacerdote cattolico da più di 50 anni.
È parroco e cappellano liceale e accompagna, in particolare, le persone toccate dal divorzio
per aiutarle a ricostruirsi e ad avere di nuovo un futuro. È autore di numerosi libri

 

Traduzione di Giacomo Tessaro

26 marzo 2017

Commento biblico
“Lo Spirito del Signore è sopra di me, perciò mi ha unto per evangelizzare i poveri; mi ha mandato per annunciare la liberazione ai prigionieri e il ricupero della vista ai ciechi; per rimettere in libertà gli oppressi...”

I passi biblici sono tratti dalla versione Nuova Riveduta

« Oggi, si è adempiuta questa Scrittura, che voi udite. » Questa breve frase di Gesù alla fine della lettura tratta da Isaia (vedi sopra) fece sicuramente il suo effetto: per i suoi contemporanei, infatti, era un brano che, senza ambiguità, si riferiva alla venuta del Messia. Senza dubbio si produsse un sacro silenzio e poi un’esplosione di gioia: “Tutti gli rendevano testimonianza, e si meravigliavano delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca”. Dobbiamo ricordare l’importanza che, a poco a poco, aveva assunto l’attesa del Messia. All’inizio della storia biblica il Messia era colui che aveva ricevuto l’unzione, principalmente il Re, ma nel corso dei secoli il concetto di Messia si allargherà fino a comprendere tutti coloro che erano posseduti dallo Spirito per guidare il popolo, quindi anche i profeti… E infine si indicherà IL Messia, quello atteso, che si potrà riconoscere dall’adempimento della profezia di Isaia.

Ma l’unica cosa che non era stata ponderata era il senso reale di queste parole. Certo, Gesù compirà questi segni nel corso della sua vita pubblica: annunciare la Parola ai poveri e la liberazione dei prigionieri, restituire la vista a i ciechi e la libertà agli oppressi… Ma non era questo il modo in cui se lo aspettavano; sviluppando questo programma, infatti, Gesù scatenerà la collera dei suoi contemporanei: accoglierà Zaccheo invece dei buoni praticanti, sosterrà Maria Maddalena, guarirà durante lo shabbat, tratterà i farisei come ipocriti e frequenterà i pubblicani e i peccatori. Infatti, prendere le parti dei poveri, dei prigionieri, dei ciechi, degli oppressi ha conseguenze preoccupanti sull’ordine pubblico e il modo di concepire il rispetto per la Legge di Mosè.

“Oggi, si è adempiuta questa Scrittura, che voi udite.” Ascoltando questa frase, abbiamo mai pensato che essa è per noi, che riguarda noi oggi? Senza dubbio troviamo la medesima difficoltà ad accoglierla, per molteplici ragioni:

Prima di tutto perché, osservando il mondo in cui viviamo, forse abbiamo l’impressione che la salvezza di Dio sia molto di là da venire… e che questo annuncio non possa essere che una menzogna!

In secondo luogo, va detto che, se oggi c’è salvezza, si deve alle nostre mani, alle azioni di chi ha ricevuto la pienezza dello Spirito, cioè noi! Se vogliamo vedere oggi la Buona Novella annunciata ai poveri, dobbiamo annunciarla noi ai poveri… Perché i prigionieri siano liberati, dobbiamo lavorare noi con ardore per fare cadere le catene che li tengono prigionieri.

E così via…

Questo ci porta a due atteggiamenti:

Primo, a credere che lo Spirito di Dio opera nel nostro mondo dall’interno, come un lievito… che dobbiamo imparare a leggere gli avvenimenti in quanto “segni dei tempi” e non in quanto fatalità… È quello che facevano i leviti in Neemia 8:8 : leggevano un passo della Legge fornendone il senso, in modo che tutti potessero comprendere… Anche noi possiamo discernere, alla luce delle Scritture, l’azione dello Spirito nella nostra storia, come del resto ha fatto Gesù illuminando i suoi discepoli sulla strada di Emmaus;

Secondo, a operare nel senso dello Spirito per affrettare il giorno della salvezza. Possiamo scorgerlo a grandi linee nella frase di Isaia letta da Gesù nella sinagoga di Nazaret: lì ci viene proposto tutto un programma, a noi che siamo il corpo di Cristo, ciascuno e ciascuna, per parte sua, un membro di questo stesso corpo! (1 Corinzi 12:27)

In effetti, ci siamo messi su una via esigente. Gesù non ci ha mai promesso un cammino facile, anzi, ci ha detto che seguirlo vuol dire prendere la sua croce. Al tempo stesso però, quando ci dice che tutto si adempirà oggi, dovrebbe invaderci una gioia profonda, la gioia del discepolo che sente vicino Colui nel quale pone la sua fiducia...


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